Apple Music su Android vs Spotify

Lo hanno capito tutti. Esistono 1,4 miliardi di dispositivi Android al mondo e se l’obiettivo di Apple Music è quello di sostituire Spotify…. Il servizio non può essere esclusivo per i possessori di device Apple.

Apple Music

Quindi?

Quindi, ecco spiegato perché da qualche settimana Apple Music è disponibile anche su Play Store di Google e scaricabile da tutti i device Android in tutto il mondo.

Un’importante mossa strategica volta a posizionare Apple Music come leader indiscusso della fruizione della musica digitale in streaming. Ci riuscirà?

Analizziamo le differenze tra i due player per capire chi ha più chance di vincita.

 

Il prezzo vs la gratuità

Per il momento quello di Apple è un esperimento, una versione beta, per testare il terreno. Infatti, la versione per Android non ha ancora tutte le funzionalità della versione originale che gli Apple lover conoscono.

In termini di costi, invece, il servizio è identico: prova gratuita per i primi 3 mesi, e poi due tipi di sottoscrizioni

  • quella classica a 9,99 euro
  • e quella “family” a 14,99 euro, con la quale è possibile agganciare fino a 6 account.

Ma in fin dei conti qual è la differenza tra questa versione Android di Apple Music e Spotify?

Beh, il primo aspetto che salta all’occhio è la completa gratuità del servizio di Spotify, reso possibile grazie alle inserzioni pubblicitarie. La stessa logica di Facebook, per intenderci. E la gratuità è un aspetto senza dubbio da non sottovalutare.

In fin dei conti, se gli utenti Android non hanno scelto Apple per una questione di costi, perché mai dovrebbero spendere per un servizio di musica in streaming se possono averlo gratis?

Perché Apple è qualitativamente superiore o perché sono degli Apple lover? Se così fosse avrebbero probabilmente già acquistato un i-Phone.

Un punto a favore di Spotify.

 

Ma le differenze non sono solo nel prezzo.

 

Esclusive musicali vs nessuna esclusiva

Questa volta il punto va a favore di Apple Music: sono già diversi gli artisti che hanno annunciato la messa online in esclusiva del proprio album su Apple Music. Questo potrebbe portare ad una virata da Spotify a Apple da parte dei fan degli artisti.

 

Social privée vs social aperto

Spotify ha da subito associato il suo servizio ad una piattaforma attraverso la quale è possibile condividere le proprie passioni musicali con gli amici. Come? Inviando messaggi, guardando gli album ascoltati dai propri amici e seguendo le playlist e gli utenti che si ritengono più interessanti!

Un po’ come si fa su Youtube….. se si vuole accostare questo metodo di fruizione ad un altro social, più famoso.

Apple Music, invece, ha sì un social, ma è riservato agli artisti: i musicisti posso condividere con i propri fan foto del backstage e video …. ai fan non resta altro che commentare i contenuti pubblicati.

Un punto a favore di Spotify.

 

Full Radio vs Radio contemporanea

Altra differenza tra Apple Music e Spotify e la radio: quella di Apple è una vera e propria radio – nel senso tradizionale del termine – che trasmette 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Inoltre, ha tutte le funzioni “innovative” che propone Spotify, ovvero:

-contestualizza la playlist in base all’occasione, es. musica per andare a correre (che segue il nostro battito cardiaco), per rilassarsi;

– parte da un genere musicale o canzone per sviluppare una stazione radio personalizzata.

Un punto a favore di Apple

 

Gli utenti

Stando ai dati veicolati da Tim Cook, il numero degli utenti di Apple Music è, ahimè, di molto inferiore agli utilizzatori di Spotify.

Qualche numero?

15 milioni di utenti per la Apple, di cui 6,5 paganti e 8,5 free, nel senso che stanno ancora usufruendo dei 3 mesi di prova.

Vi state facendo la stessa domanda che ci stiamo facendo noi?

Ovvero, se dopo i 3 mesi questi 8,5 utenti decideranno di proseguire il servizio a pagamento? Staremo a vedere.

Di sicuro non ci sarà di che annoiarsi. Vi diamo appuntamento tra 3 mesi per continuare la discussione! 🙂

Ps.: non dobbiamo però dimenticare che adesso che Apple Music è sbarcato su Android, il servizio sarà disponibile per 1,4 miliardi di persone in più in tutto il mondo.

Saprà trarne vantaggio e sorpassare Spotify, l’attuale leader del settore con 75 milioni di utenti attivi, di cui 20 paganti?

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