BeeApp, l’applicazione per donare il cibo

Una bellissima storia che è un vero e proprio esempio di come la tecnologia può essere solidale. Come abbiamo detto in diversi articoli, la tecnologia non è buona o cattiva a prescindere, dipende, come sempre, dall’uso che se ne fa. E questa volta si fa un utilizzo davvero lodevole: si va ad aiutare chi ha più bisogno.

Vediamo più da vicino cosa è successo.

 

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Il fatto

Alla fine dello scorso anno è stata presentata presso l’Aula Magna di Architettura dell’Università di Roma 3 “BeeApp”, l’app innovativa che collega le eccedenze della grande distribuzione e della industria alimentare a chi cibo non ha. Un’applicazione volta ad eliminare gli sprechi, aiutando gli altri.

Il progetto è stato possibile grazie ad un generoso finanziamento (200mila euro) stanziato dalla Fondazione Telecom Italia e grazie all’attività del Banco Alimentare di Roma che dal 1990 si occupa di persone in difficoltà sia nella capitale che nella regione Lazio.

 

Cosa ha reso possibile il servizio?

Si è creata una comunicazione tra i punti vendita e chi ha bisogno dei prodotti, comunicazione che avviene in modo semplice e diretto grazie alla piattaforma web sostenuta da una app (la BeeApp) che va scaricata. In questo modo le varie strutture caritative possono avere a disposizione queste eccedenze di cibo che diversamente andrebbero perdute.

E’ una App veloce e facile da utilizzare, anche per chi è piuttosto digiuno di tecnologia, ci assicura il suo creatore Francesco Cuscino.

 

Come si attiva?

Attraverso tre passaggi:

– a fine giornata il negoziante scrive una e-mail contenente informazioni sui prodotti in eccedenza;

– il sistema di “BeeApp” seleziona le e-mail e compila una «classifica» per genere di merce e vicinanza del punto vendita;

i primi dell’elenco vengono avvisati con una notifica sullo smartphone e si procede al ritiro della merce.

 

A chi il merito?

Innanzi tutto all’autore della App, quindi alla Fondazione Telecom Italia che, con il finanziamento di 200mila euro ha reso possibile l’attuazione di questo progetto. Marcella Logli, direttore generale della Fondazione, così ha commentato: “Nel nostro Paese ogni anno potrebbero essere sfamate circa 600mila persone con i prodotti invenduti”.

Il merito va anche al beneficiario principale, il Banco Alimentare di Roma, che già assiste 250mila persone bisognose e che con questo aiuto conta di incrementare notevolmente la sua attività assistenziale. “L’uso degli strumenti digitali fa sempre la differenza, ma farla in campi come questo vale sicuramente di più”, è stato il commento.

Il presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Daniele Leodori, si è vivamente complimentato con il Banco Alimentare di Roma ed ha inviato i suoi ringraziamenti tramite un videomessaggio in cui ha detto “Ormai siete una realtà che sa cavalcare i tempi e afferrare il buono della tecnologia. BeeApp sarà uno strumento utile e alla portata di tutti. State creando un legame forte e solidale, che permetterà a chi ha meno di ottenere di più con un semplice clic”.

Un bella novità che arriva proprio nell’anno in cui in Italia si è tenuta l’esposizione Universale che ha avuto come tema il cibo .

Un’altra prova tangibile di come l’Italia sia in prima fila per il diritto al cibo e al sostentamento.

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