Dishcovery: la startup tutta italiana che racconta i menù ai turisti stranieri

Basta la semplice traduzione di un menù per far capire a un turista straniero la ricchezza e la complessità della cucina italiana? Non secondo Dishcovery, startup fondata a Modena meno di un anno fa e di recente premiata dal Politecnico di Milano come migliore Travel Startup 2018.

«Il nostro è l’unico menù digitale multilingua in grado di raccontare, oltre che di tradurre», spiega Marco Simonini, uno dei due co-fondatori della startup assieme a Giuliano Vita. «Ad aprile 2018, dopo i primi beta test, abbiamo costituito Dishcovery srl e nel giro di pochi mesi abbiamo raccolto 70 ristoranti e registrato più di 15mila accessi ai nostri menù digitali da parte di turisti stranieri. Abbiamo aiutato dunque decine di migliaia di turisti a comprendere il menù andando oltre la mera traduzione e fornendo informazioni chiave sulla cultura culinaria», continua Simonini. E già sui ristoranti in fase beta è stata registrata una conversione da “account di prova” a “cliente pagante” di oltre il 40%, a dimostrazione della necessità di un servizio di questo tipo nel mondo della ristorazione.

Dishcovery

Ma come funziona Dishcovery? 

Il menù dei ristoranti viene tradotto in diverse lingue e digitalizzato in formato mobile, diventando interattivo e consultabile da smartphone, grazie a un QR code, senza dover scaricare nessun tipo di app. Ma nel “menù digitale” la traduzione è solo la punta dell’iceberg: i clienti possono avere tutte le informazioni che desiderano su ingredienti, allergeni, storia del piatto e perfino i consigli sugli abbinamenti di vino.

«Dishcovery ha portato un effettivo contributo all’upselling dei ristoranti – continua Simonini – perché chi utilizza il nostro menù digitale ordina in media il 18% in più». I ristoratori possono gestire il proprio menù in autonomia, aggiungendo immagini, descrizioni e collegamenti internet. «Il menu è liberamente modificabile in ogni momento senza necessità di cambiare codice QR e in più lo si può stampare per venire incontro alle esigenze della clientela meno giovane. Sempre grazie alla nostra piattaforma è possibile fare un “riassunto” di ciò che ordina il singolo tavolo, in modo da comunicare visivamente al cameriere piatti e relative quantità senza rischiare errori».

Ma l’Italia non è l’unico mercato di riferimento per la startup di Modena: l’obiettivo è esportare l’idea partendo da mercati europei come Spagna e Francia, Paesi con una forte cultura culinaria, un’industria del turismo in crescita e un’identità linguistica che crea barriere culturali per gli stranieri.

Nel futuro di Dishcovery ci sono inoltre nuove funzionalità pensate direttamente per i turisti, dalla prenotazione del tavolo all’acquisto di menu fissi, fino al pagamento tramite smartphone. Con l’obiettivo, tecnologicamente ambizioso, di arrivare a portare la realtà aumentata sui tavoli dei ristoranti italiani.

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