Gruppi Whatsapp: l’incubo dei “chattatori” seriali

Justin Myers, del Guardian, ha stilato una sorta di guida su pregi e difetti di questo strumento di comunicazione in cui spesso ci troviamo coinvolti nostro malgrado, ma che a volte è fondamentale per velocizzare il coordinamento di numero elevato di persone. Il problema spesso è uno solo: trovarsi a far parte di un gruppo in cui si perde lo scopo e l’utilità per cui sono stati creati, ed iniziano ad essere solo una fonte di fastidio.

gruppi whatsapp

I modi migliori per abbandonare un gruppo

Le strategie per non farsi risucchiare nel vortice delle conversazioni non gradite sono diverse. La prima, quella più semplice, è silenziare le notifiche dei messaggi in arrivo. Questo, però, non taglia i legami con il gruppo. Se si è alla ricerca di una soluzione più radicale, è bene scegliere il momento migliore per toccare con il dito l’opzione “abbandona gruppo”. L’orario migliore potrebbe essere la mattina presto, quando tutti sono molto impegnati, oppure nel bel mezzo di uno scambio vivace di messaggi così da sperare che in pochi notino l’uscita. Per i più coraggiosi, ovviamente esiste anche la possibilità di dichiarare apertamente le ragioni più o meno reali dell’abbandono, in modo da affrontare di petto tutti i partecipanti.

Famiglia e vecchi amici: come sopravvivere

Ma quali sono le principali tipologie di gruppi dei quali possiamo far parte? Il primo è il gruppo familiare: genitori, fratelli, cognati e qualche volta zii. In quest’ambiente virtuale di conversazione è come rimanere sempre adolescenti. I più giovani spesso si trovano ad aver a che fare con un uso improprio del mezzo da parte dei membri che non sono esattamente dei nativi digitali. Con conseguente necessario adeguamento alla tipologia dei messaggi da inviare perché siano capiti. Ci sono poi i gruppi di vecchi amici, magari quelli conosciuti all’università, ma con i quali non si hanno più contatti da tempo. Lì è tutto un promettersi appuntamenti per rimpatriate che non si ha alcuna intenzione di fare. In quel caso mantenersi vaghi è l’unica mossa utile.

Il dono della diplomazia

Anche per quanto riguarda l’ambiente lavorativo non è raro trovarsi a far parte di gruppi segreti di colleghi. Spesso e volentieri queste chat di gruppo sono il posto ideale per la proliferazione del pettegolezzo e delle critiche. Per evitare situazioni spiacevoli è necessario esercitarsi nell’arte della diplomazia, evitando di esporsi troppo con qualche commento o sfogo.

Gruppi di amici

Il problema di Whatsapp è anche quello di costringere all’interazione costante anche persone che nella quotidianità cercherebbero di evitarsi. Succede con i coinquilini, o con i genitori dei bambini dell’età dei propri figli, a volte poi con tanto di competizione tra mamme e papà. Una costante di tutti i gruppi poi, è la tendenza alla lamentela e alla maldicenza. Prima o poi ci sarà qualcuno che criticherà una persona che non ne fa parte. In quel caso il gruppo si trasformerà in un’apparente isola felice i cui membri sembrano essere perfetti tendendo ad essere molto critici con chi non ne fa parte. Anche in questo caso è necessario mantenere saldo il rapporto con la realtà e riportare “il clima” della chat ad un atteggiamento meno esclusivista e più da adulti.

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