Kippy EVO: la tecnologia italiana fa il boom anche nel «pet wearable»

L’Italia è il secondo Paese in Europa per numero di amici a quattro zampe: con 7,3 milioni di gatti e 7 milioni di cani, presenti nel 38,8% delle abitazioni (con picchi del 55% tra gli over 65)

Ecco perché, quello riguardante gli animali domestici, si rivela un mercato dalle grandi potenzialità. Nel 2017 le famiglie italiane hanno speso 5 miliardi di euro per la cura e il benessere dei loro animali domestici (+12,9% negli ultimi tre anni): in media 371,4 euro l’anno per ogni famiglia con animali, destinati a cibo, collari, guinzagli, gabbie, lettiere, toletta e cure veterinarie.

Kippy EVO

Presto questo settore di mercato, già tradizionalmente importante, raccoglierà i frutti dell’innovazione tecnologica. I dispositivi digitali indossabili dagli animali domestici, i cosiddetti “pet wearable”, aggiungeranno al giro d’affari complessivo 3,2 miliardi di euro entro il 2024, grazie alla tendenza dei millennials a utilizzare sempre più i device tecnologici per monitorare e localizzare i loro amici a quattro zampe, come nota Wakefield Research.

Si tratta di un mercato che sta generando diverse startup a livello europeo, tra le quali segnaliamo l’italiana Kippy, fondata nel 2014 da Simone Sangiorgi e Marco Brunetti. In questi giorni la startup milanese ha lanciato uno dei pet tracker più avanzati al mondo, Kippy EVO, frutto di tre anni di studio in collaborazione con l’Università di Bologna e con il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano.

«È un dispositivo unico nel suo genere» – spiega il co-fondatore Simone Sangiorgi. «Attraverso un’app dedicata sul proprio smartphone, Kippy EVO permette di sapere cosa sta facendo il nostro animale domestico in qualsiasi momento, localizzando in tempo reale la sua posizione, verificando la sua attività motoria (corsa, sonno, gioco) e ricevendo messaggi personalizzati per conoscere meglio i suoi bisogni e il suo stato di benessere. Un prodotto che con il tempo si è evoluto, fornendo nuove funzioni per il benessere degli animali».

L’anno scorso Kippy ha venduto 70mila device, fatturando 3,4 milioni di euro (+95% rispetto al 2017) con l’obiettivo di raddoppiare i ricavi a quota 7 milioni di euro entro l’anno prossimo. Sempre nel 2018 sono cresciute anche le attivazioni dei servizi in abbonamento (+369% rispetto all’anno precedente), con un totale di 17mila utenti attivi e un target di oltre 300mila abbonati entro il 2023.

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