Periscope, cosa c’è da sapere

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Come molti di voi sanno, quest’anno Twitter ha acquistato Periscope, l’App che permette di trasmettere in diretta una ripresa fatta con il proprio smartphone collegandosi al proprio profilo Twitter.

Non è una novità assoluta, sul mercato era già presente Meerkat.

Ora, di fronte a Periscope anche Meerkat passa in secondo piano, perché, pur facendo più o meno le stesse cose di Periscope, è più semplice, meno articolata, ha meno “optional” e, soprattutto, non può contare sull’appoggio di Twitter con tutti i suoi utenti.

 

Come funziona

Molto brevemente. Chi vuole usarla per trasmettere deve:

  • installarla (per ora per iOS, ma a breve anche per Android);
  • effettuare il login con il proprio account Twitter;
  • consentire all’App di accedere alla fotocamera, microfono e GPS;
  • toccare l’icona della fotocamera;
  • inserire il titolo e avviare la trasmissione.

Mentre chi intende seguire la trasmissione, può farlo:

  • direttamente da un link su Twitter e vederla sul PC;
  • oppure sullo smartphone;
  • inoltre può anche interagire con chi trasmette.

 

Utilità

Periscope ha una grande versatilità e apre enormi possibilità. Innanzitutto è fuor di dubbio che è di grande utilità nel campo del giornalismo, perché permette di trasmettere in diretta un fatto di cronaca ancor prima che arrivi la troup televisiva, inoltre permette una rapida, anzi istantanea, possibilità di promozione di qualsiasi tipo di evento.

Non solo, ma sono state già sperimentate possibilità di organizzare dirette estemporanee su di tutto: da una passeggiata al parco a una corsa in bicicletta, da una gita in montagna o al mare ad una festa di compleanno, ad un incidente stradale, un’esplosione…

Le riprese, poi, possono essere visibili per le ventiquattro ore successive, mentre su Meerkat possono essere viste solo in diretta.

 

Problemi

Naturalmente, come ogni volta in cui appare qualcosa di nuovo, o quasi, sorgono dei problemi. E’ chiaro che in questo caso le problematiche sono di due ordini: la necessità di tutelare tanto privacy quanto i diritti d’autore.

Nel primo caso: come deve comportarsi chi non vuole essere inquadrato per strada? E se viene ripreso senza il suo consenso che deve fare? Come può perseguire chi viola la sua privacy?

Nel secondo: chi controllerà che cosa viene mostrato in diretta? E cosa fare con chi diffonde immagini di eventi coperti da diritti, come una partita di calcio allo stadio o la trasmissione di registrazioni di una puntata di serie TV?

Non c’è che da auspicarsi che le policy sulla privacy vengano aggiornate nel più breve tempo possibile

 

 

Tratto liberamente da “Periscope, Come funziona l’app del momento”, Datamanager

 

 

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