Realtà virtuale in tv

La realtà virtuale

 

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Cosa sia la realtà virtuale a grandi linee tutti lo sanno: si tratta semplicemente di qualcosa che simula la realtà. Nel nostro caso, poiché siamo nel campo informatico, ovviamente si tratta di tecnologie tutt’altro che semplici.

Forse non è presente a tutti una distinzione importante: quella tra realtà virtuale immersiva e non immersiva. La seconda è quella che grosso modo è conosciuta da un vasto pubblico attraverso i videogiochi in cui l’utente, dinanzi ad un monitor, interagisce con quello che appare sullo schermo attraverso joystick predisposti.

La realtà virtuale immersiva è, invece, quella che sollecita ed utilizza tutti i sensi umani attraverso non un semplice joystick, ma attraverso un visore, auricolari, guanti, cybertuta.

Per ora tutto questo lo abbiamo visto in alcuni film, in cui addirittura le periferiche venivano sostituite da sensori collegati direttamente al cervello.

Siamo nel campo della fantascienza divenuta familiare prima con romanzi e poi, appunto, con vari film tra cui, ad esempio, Matrix, da tutti conosciuto.

 

In tv

Ma… perché queste considerazioni?

Perché recentemente, esattamente nell’ottobre scorso, è stata presentata la seconda serie TV di Gomorra in cui lo spettatore, indossando un visore, il Samsung Gear VR, viene immerso nella realtà virtuale. Muovendo la testa vede tutto quello che lo circonda in quella scena; scena in cui viene letteralmente immerso e in cui si trova tra i protagonisti del filmato.

Siamo così di fronte al primo video italiano realizzato con una tecnologia di VR in una serie televisiva.

Non solo, ma lo studio milanese Brandon Box, famoso per le sue Webserie, sta sperimentando proprio una tecnologia VR per le sue produzioni, e lo sta facendo con “The Bomb”, che rappresenta la prima serie stereoscopica al mondo per la realtà virtuale, in cui lo spettatore si aggira nello spazio e partecipa all’azione in prima persona.

 

Un cambiamento epocale

Stiamo per entrare in un mondo con cui anche gli scettici dovranno confrontarsi, visto il numero sempre crescente di aziende che stanno investendo e si stanno buttando in un business che è stimato con una crescita fino a 150 miliardi entro il 2020.

Si stanno muovendo Apple, Asus, Facebook, Microsoft, Google, Samsung, Sony,…, per citarne alcune tra le più note.

Si è scomodata anche la celebre università parigina, la Sorbonne, che ha ospitato una quattro giorni in cui, tra l’altro, specialisti del settore si sono confrontati sullo stato dell’arte della realtà virtuale.

Interessante poi che si pensi anche alla comunicazione, con la realizzazione di una serie di reportage immersivi che, ovviamente, offriranno la straordinaria possibilità di “vivere fisicamente” una notizia.

 

Sarà un successo?

Avranno ragione gli scettici o coloro che puntano su questa nuova tecnologia.

Lo dirà il futuro. Ma, visto come Google e Microsoft si sono gettati nella mischia con cospicui finanziamenti e come centinaia di aziende vi stanno ruotando attorno, è difficile pensare che si tratti di un flop, anche perché le applicazioni non sono solo quelle legate al cinema e alle fiction, ma vanno in tutte le direzioni comprese le relazioni con la medicina, l’architettura, l’urbanistica, e la diffusione di eventi, come concerti e partite.

 

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