Riot, il simulatore di rivolte esce in Beta

E’ noto a tutti che i videogiochi più gettonati sono quelli di guerre e battaglie, ma vi sareste mai aspettati un videogioco che riproduca addirittura i recenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, fatti di cronaca noti a tutti visto che si tratta di avvenimenti dei nostri giorni?

Ebbene è accaduto, questo videogioco è arrivato e si chiama Riot- Civil Unrest, già soprannominato “simulatore di rivolte”.

 

riot-civil-unrest

 

Di che si tratta?

Si tratta di un videogioco che riproduce gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine della cronaca più recente: si va dagli scontri del movimento no Tav in Val di Susa a quelli della primavera araba in piazza Tahrir, dalle proteste in Spagna alle sommosse di Kearatea in Grecia.

 

Le prime critiche

Subito il Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia) si è allarmato etichettando questo gioco, in una lettera aperta, come «uno strumento di rivolta e guerriglia urbana», o addirittura un mezzo per «allenarsi meglio agli scontri ed esaltarsi nell’incendiare proprietà pubbliche e private e assalire la Polizia e i poliziotti».

 

Chiarimenti

Pare però che sia stato un giudizio un po’ frettoloso dettato da una lettura parziale, anche perché il gioco nella sua versione completa non è ancora visibile a nessuno.

In realtà nella mente dell’ideatore, Leonard Menchiari, intende invece essere uno strumento per capire le dinamiche dei tumulti di piazza, mantenendo, nel gioco, equidistanza tra manifestanti e forze dell’ordine.

Dice infatti Menchiari che per creare questo gioco ha “dovuto capire le ragioni di tutte le fazioni, non solo quelle di lotta contro il sistema ma anche quelle di chi ci crede, di chi per lavoro lo difende”.

Non solo, ma continua facendo presente che in questo videogamenon esiste un vero vincitore; per avanzare con successo occorre soppesare ogni scelta: a un eccesso di violenza da parte dei manifestanti o della polizia, o alla perdita di controllo sulla propria fazione, corrispondono un atteggiamento preciso dei media e il conseguente inasprimento degli scenari successivi. Una cosa piuttosto realistica, che nell’ipotesi peggiore può portare alla guerra civile”.

L’intenzione degli autori, Menchiari e Venturi, sembra quindi, son loro parole, essere l’esigenza di presentare “un modo alternativo di informare che nasce dal bisogno di raccontare qualcosa cui teniamo nella maniera più accurata e completa possibile, lontano da ogni strumentalizzazione.”

 

Un gioco ricco di dettagli

Il gioco è molto ricco di dettagli e non solo per quando riguarda le strategie che permetteranno ad ognuno di scegliere o di creare un proprio personale scenario di lotta, dalle tecniche di sommossa alle manifestazioni pacifiche, ma anche per quanto concerne abbigliamento e strumenti di combattimento.

Gli autori fanno presente che per quanto riguarda le forze dell’ordine:

-“Si potranno disegnare le divise, le loro armi, l’uso di proiettili di gomma plastica o reali, lacrimogeni, i fucili a pompa che adoperano in Egitto, i manganelli di diversa lunghezza come quelli estremamente lunghi che hanno in Corea”.

Per quanto riguarda i rivoltosi:

– “Si potranno scegliere ogni tipo d’arma, da piccoli petardi come miniciccioli fino a bombe carta e molotov”.

 

A quando

Infine le date:

– all’inizio dell’estate dovrebbe arrivare la versione beta di Riot per i finanziatori del crowdfunding originale e una prima schiera di tester.

– dopo l’estate ci sarà la versione definitiva: prima per Pc poi anche per piattaforme mobile, Playstation e Xbox.

“Sarà distribuito attraverso Stream” dice Leonard che chiude con un ultima considerazione: “Mi sto impuntando per tenere il prezzo più basso possibile, sto anche cercando di fare in modo che i livelli basati su ogni nazione (No Tav in Italia, Indignados in Spagna etc) siano gratuiti nelle rispettive nazioni. I distributori sembravano favorevoli e credo sia davvero possibile”.

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