Stili di vita: come sono cambiati?

Oggi vogliamo parlare di come la tecnologia influenza lo stile di vita delle persone, fino a che punto e con quale intensità.

Eh sì, perché dal “Nielsen Global Generational Lifestyles Report”, realizzato su un campione di 30.000 persone in 60 Paesi, mentre si comprende come il comportamento dei consumatori varia in funzione dell’età, si sfatano anche, finalmente, i falsi stereotipi del nostro tempo secondo i quali i giovanissimi sono dei drogati di tecnologia, incapaci di apprezzare i passatempi più tradizionali e gli anziani non sanno assolutamente usare i dispositivi digitali.
Vediamo più nel dettaglio.

 

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La tecnologia a tavola

Qual è il comportamento degli Italiani nei confronti degli strumenti digitali mentre sono a pranzo o a cena?
Anzitutto la notizia, riferitaci dalla ricerca Nielsen, che salta subito all’occhio è che l’Italia detiene il record dei “più educati a tavola”: infatti solo il 43% degli Italiani dichiara di utilizzare questi strumenti durante i pasti, specie smartphone e tv. Quindi gli italiani sono certamente amanti degli smartphone, dei tablet e degli orologi digitali, ma… non durante il pasto!
In compenso chi non rinuncia mai a guardare social ed e-mail dal proprio dispositivo mobile anche a tavola sono i Francesi, gli Olandesi e i Belgi (rispettivamente il 80%, 73% e il 70%).

 

L’età conta?

Per quanto riguarda le fasce d’età di coloro che affermano di utilizzare dispositivi tecnologici quando si pranza, a prevalere sono quelle centrali.
Vediamo nel dettaglio le percentuali delle fasce di pubblico che utilizza questi strumenti tecnologici durante i pasti, suddivise per fasce di età:
– il 54% della Generazione Z (15-20 anni)
– il 57% dei Millennials (21-34)
– il 58% della generazione X (35-49) e dei boomers (50-64)
– il 48% “silent generation”, ovvero per gli over 64

 

Il primo stereotipo

Terrie Brennan, EVP advertising solutions di Nielsen, sottolinea come i Millennials (21-34 anni) abbiamo raggiunto ormai una certa maturità nell’utilizzo della tecnologia. Sanno come e quando usarla. Invece le generazioni più mature anagraficamente stanno iniziando ad utilizzare in modo più assiduo, e talvolta seguendo impulsi “irrazionali”, smartphone e tablet anche durante i pasti e durante la notte. Questo è il classico esempio di come la maturità anagrafica non coincida necessariamente con la maturità nello stile di vita o nell’utilizzo corretto degli strumenti tecnologici, che, se usati in modo adeguato, permettono di vivere un sano prolungamento della vita “reale”, mentre se usati male danno luogo ad una vita parallela irreale, che alla lunga può portare a stati patologici di varia entità.

Per saperne di più sulla dipendenza da Internet che può diventare patologia, leggi questo articolo del Fatto Quotidiano e scopri se hai gli stessi sintomi ☺

Nel prossimo articolo prenderemo in considerazione il secondo stereotipo smentito dalla ricerca Nielsen riguardante l’utilizzo di internet da parte degli anziani
punto e con quale intensità.

 

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