Stili di vita: generazioni a confronto

Giovani e anziani davanti al PC

Proseguendo il discorso iniziato nell’articolo precedente vediamo ora un altro stereotipo che la ricerca Nielsen sfata: in Europa sia i giovani che gli anziani menzionano i giornali online come la fonte preferita di notizie (entrambi al 18%). Le fasce più giovani preferiscono, ma solo di poco rispetto alle generazioni più anziane,il web Tv e i motori di ricerca. Quindi anche gli anziani utilizzano internet per informarsi, e non lo fanno quasi solo i giovani.

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Dove sono allora le differenze?

Le differenze più evidenti sono nell’utilizzo dei social media. Infatti, la Generazione Z ha citato l’utilizzo dei social sei volte in più (45%) rispetto agli over 65 (8%) come fonti privilegiate per avere notizie. Invece le generazioni più anziane prediligono i giornali e le riviste il doppio delle volte rispetto ai più giovani. Insomma, i giovani si informano più volentieri sui social, e i più anziani sui mezzi tradizionali. Del resto, quante notizie troviamo su Internet non verificate che poi si dimostrano delle vere e proprie bufale?

Sta all’utente esperto intercettare e capire quali sono le fonti autorevoli e quali no.

 

Fatta eccezione per social media (favoriti dai giovani) e stampa (favorita dai più anziani), la televisione rimane ancora il mezzo tradizionale preferito come fonte di notizie! Infatti 2/3 degli over 50 in Europa prediligono la tv ed anche la metà dei giovani under 35 la preferisce per informarsi!

 

Il potere della televisione non finirà mai. L’ha capito molto bene Apple, che ha integrato i propri servizi, e quelli di Netflix (vedi articolo), alla tv tradizionale segnando l’inizio di una nuova era della televisione.

 

I giovani

Infine bisogna sfatare l’ultimo stereotipo secondo il quale i giovani siano sempre connessi ed incapaci di godersi i passatempi più tradizionali.

Infatti, nonostante il 20% delle generazioni più giovani sia più propenso a giocare ai videogames, i giovani sono comunque capacissimi di godersi il tempo libero senza tecnologia e a passarlo con la propria famiglia ed amici (29%) , a fare sport (24%) o a leggere (23%).

 

E gli anziani?

I dati dell’Istat raccontano che nel 2013 le persone di età compresa tra i 60 e i 64 anni che navigavano sul web sono state quasi il 37%, mentre dieci anni fa erano poco più del 12%. Ma cresce lentamente anche la fascia 65-74. Oggi siamo al 20% contro il 4,4 % del 2003.

 

Come usano internet?

Abbiamo ricordato che lo usano come fonte di notizie tanto quanto i giovani, ma anche per fare operazioni bancarie, acquisti, prenotazioni di viaggi e alberghi, visite mediche, ma soprattutto per comunicare e sentirsi parte di una comunità più vasta.

Il computer ha permesso a molti di uscire dalle solitudine: con questo strumento possono inviare e ricevere e-mail, fare videochiamte via Skype con i propri parenti lontani o con amici e rompere così quel cerchio di isolamento che spesso li attanaglia.

 

Per concludere

Quindi chi fa il drammatico e sostiene che stiamo andando incontro ad una realtà virtuale laddove l’uomo si fonderà con la tecnologia e saremo tutti controllati da un grande unico occhio… beh, dovrà ancora aspettare diversi anni. Ad oggi, nonostante la società e gli usi e costumi che ne derivano siano cambiati – e di tanto – negli ultimi 50 anni, gli uomini di tutto il mondo sono ancora capaci di mantenere un equilibrio tra vita offline e vita online senza cadere nella patologia, almeno la maggioranza secondo la ricerca di Nielsen.

 

In conclusione, mentre le generazioni più mature si stanno approcciando sempre più alla tecnologia – mamme e papà dei Millenials si iscrivono a Facebook – i più giovani riscoprono i passatempi più tradizionali.

Quindi mai come oggi giovani e meno giovani iniziano ad avere un approccio coerente e omogeneo alla tecnologia di tutti i giorni.

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