Tv ancora regina, ma il digital avanza!

Secondo uno studio condotto da IHS Technology sulle abitudini televisive nel mondo occidentale, lo stato in cui si guarda di più la televisione in Europa è l’Italia, seconda solo, a livello mondiale, agli Stati Uniti.

facebook.tv

Quanto tempo davanti alla tv!

Dalla serie dei dati raccolti, risulta con certezza che gli Italiani nel 2014 hanno trascorso davanti alla Tv ogni giorno un tempo medio di quattro ore e venti minuti

Perché così tanto?

Per Dan Cryan, senior director media e contenuti a IHS Technology, “La continua crescita di fruizione televisiva può essere attribuita alla difficile situazione economico-finanziaria in Italia, dove un alto tasso di disoccupazione potrebbe essere correlato a un aumento del consumo di Tv medio giornaliero”.

Pare quindi che la mancanza di lavoro, che costringe a rimanere a casa, porti l’italiano medio a vedere più Tv. Un ragionamento che sembra corretto, ma poco credibile, perché a questo punto l’americano medio, che vede molta più tv dell’italiano, lavorerebbe ancora meno; il che non è vero.

Secondo Francesco Siliato, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi al Politecnico di Milano, l’aumento del tempo passato davanti alla tv non è un fenomeno preoccupante perché è in linea con il resto d’Europa ed ha varie cause. Tra le tante non va dimenticato il fatto che oggi i contenuti sono molto più interessanti, che l’offerta è più varia del passato e che, soprattutto, vi è la presenza delle TV commerciali.

Però non solo TV

Anche Samsung, ovviamente per i suoi interessi economici, ha condotto una ricerca al riguardo… anzi più ampia; si tratta di uno studio che non si ferma solo alla tv, ma prende in considerazione tutto il mondo del digitale. Dai risultati di questo studio emerge che “siamo al passo col resto d’Europa quanto a digitalizzazione…” ma soprattutto “che le nostre case sono diventate i luoghi in cui si utilizzano e si consumano libri, riviste, film e altro in formato digitale”.
Questo fa sì che le nostre case non siano più solo il “nido degli affetti familiari” ma anche il nostro centro culturale, intendendo la cultura in senso ampio; sono cioè diventate e stanno sempre più diventando lo spazio per il lavoro, lo studio, la scoperta di nuove conoscenze e, quindi, di arricchimento culturale.

Come è stato possibile?

Sempre secondo lo studio di Samsung questo è stato possibile perché vi è stato un aumento dei dispositivi digitali: televisori, smartphone, tablet, computer sono abbondantemente presenti in ogni nucleo famigliare ed è ovvio che con l’aumentare dei dispositivi aumenti anche il tempo che si passa ad usarli.

Quindi non solo divertimento

I risultati dello studio di Samsung confermano in Italia il digitale è visto ed utilizzato anche per scopi culturali ed educativi. “I contenuti digitali contribuiscono ad arricchire l’istruzione della famiglia” e mettono anche in evidenza che “l’Italia è tra i paesi con la più alta spesa in materiali educativi: 14,30 euro al mese rispetto alla media europea di 12 euro”, non solo ma in Italia “sono triplicate le persone che hanno deciso di pagare per fruire di libri e riviste digitali proclamandoli tra gli acquisti online più popolari scelti da un quarto degli italiani (26%)”.

Ma la Tv è sempre la tv

Nonostante tutto ciò “la televisione resta la soluzione preferita per guardare i diversi contenuti da casa. Il 93% delle famiglie italiane non passa un giorno senza ritrovarsi davanti al televisore; guardare la TV mentre si twitta o si scaricano contenuti è diventata la nuova normalità. Quotidianamente vi spendiamo quarantacinque minuti in più rispetto allo scorso anno con una media di tre ore e otto minuti contro le due ore e ventitrè minuti del 2014; mentre nel resto d’ Europa si spendono in media solo trentadue minuti in più”.

Ma vi è una differenza rispetto al passato: la libertà che consente il digitale con la tecnica on-demand ci permette di guardare quello che vogliamo quando vogliamo.

Quindi vi è un utilizzo della tv meno passivo, più coinvolgente e, speriamo, più responsabile.

 

Tratto da Italiani ancora teledipendenti si ma con la libertà digitale è un’altra cosa, tomshw.it

 

Commenta l'articolo con il tuo profilo Google Plus...