Videogame e learning: a lezione di storia con i videogame

La proposta

assassins creed

 

Un videogame all’Università? Ma dove, al Dams?

No, alla Statale di Milano.

Ma come è possibile? Come è successo? Di che si tratta?

Ecco: si tratta di Assassin’s Creed: Syndicate, un videogioco sviluppato presso Ubisoft Quebec e pubblicato da Ubisoft.

E perché in una Università?

Perché è ambientato nella Londra di fine ottocento in cui il protagonista nel gioco incontra, oltre ad altri personaggi storici, il romanziere, noto a tutti, Charles Dickens.

Poiché sarebbe stato disponibile nella versione Windows dal 19 ottobre scorso, quale lancio migliore ci sarebbe stato se non farlo presentare dalla professoressa di Letteratura Inglese Francesca Orestano, decana dell’Università di Milano.

E così è stato; Assassin’s Creed: Syndicate dunque è stato tenuto a battesimo dall’Università. Un battesimo accademico … niente male per un videogioco.

Qualche dubbio

A dire il vero la professoressa all’inizio non era entusiasta dell’iniziativa, sia perché non è né una fanatica dei videogames né in particolare di quello che era invitata a presentare, ma alla fine si è lasciata convincere, perché era uno spunto per parlare della storia dell’epoca vittoriana a Londra e, ancor di più, di Dickens, autore da lei ben conosciuto e sul quale ha al suo attivo più di un saggio.

La storia in videogame

Non solo, ma dopo averne vista una parte, ha riconosciuto che l’ambientazione era frutto di una ricerca “così precisa e così legata alla storia della nostra civiltà da essere un argomento più che degno per una classe universitaria”.

Infatti Jean-Vincent Roy, storico di Ubisoft Quebec, ha affermato che “Nel corso del lavoro di ricerca  abbiamo scoperto un incredibile numero di dettagli che ci hanno consentito di perfezionare il nostro lavoro in maniera certosina. Le basi storiche sono state trasposte fedelmente e crediamo di essere riusciti a tradurre al meglio l’affascinante periodo della Rivoluzione Industriale»

Obiettivo centrato

Ad ascoltarla c’erano poco più di un centinaio di studenti che certamente non si sarebbero aspettati una siffatta lezione dalla loro insegnante e che, altrettanto certamente, non avrebbero voluta perderla.

Questa volta Ubisoft ha fatto centro. Il risultato del suo lavoro è una bella dimostrazione di come un videogioco può portare indietro nel tempo; qui si incontrano parecchi dei personaggi dell’epoca come, oltre a Charles Dickens, Karl Marx, Charles Darwin e la regina Vittoria.

Un bell’esempio di come, divertendosi, ci si può immedesimare in un contesto storico perfettamente ricostituito e, quindi, imparare.

Sembra quasi una riuscita tecnica di gamification.

 

Articolo tratto liberamente da All’università a lezioni di storia con i videogames, Nova24 Tech

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