Videogiochi della memoria

Più volte abbiamo trattato dei videogames e ne abbiamo presi in considerazione di vari i tipi.

Forse il più intrigante è stato RIOT, il simulatore di rivolte, pubblicato lo scorso gennaio, che, pur essendo un gioco, faceva riferimento a fatti reali, come ad esempio, tra i tanti, agli scontri avvenuti in val di Susa tra i no Tav e le forze dell’ordine.

Ora spendiamo due parole per due novità del momento che pure si riferiscono a fatti reali, ma con ben altro intento. Non per nulla sono stati definiti “videogiochi della memoria” … per non dimenticare.

Ambedue si riferiscono a realtà del passato del nostro paese, anche se molto diverse tra loro e tra loro pur lontane nel tempo.

Si tratta d “The Town of Light” e “Progetto Ustica”, creati per non dimenticare qualcosa di oscuro e tremendo avvenuto veramente.

Il primo tratta, sullo stile di documentario, degli orrori accaduti negli anni 30 nel manicomio di Volterra, il secondo, come è evidente dal titolo, della strage di Ustica, ed è una simulazione romanzata di uno dei più oscuri misteri della recente storia italiana.

Sono certamente dei videogiochi, ma realizzati come documentari e ricostruzioni storiche del passato.

 

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  1. The Town of Light

Come accennato, Town of Light affronta il tema della follia raccontandolo sotto forma di videogames. E’ una storia vera, ricostruita con una ricerca durata ben due anni che ha esaminato con cura luoghi, cartelle cliniche, testimonianze dirette di medici ed ex pazienti.

 

– L’argomento

Il gioco è la storia di Renèe, ricoverata per anni nel manicomio di Volterra, che torna nel luogo dove è stata privata della sua giovinezza, cercando di ricostruire quello che le è accaduto, naturalmente con l’aiuto del giocatore.

Insieme alla storia di Renèe si sovrappone un altro racconto, quello del manicomio come istituzione ed il giocatore può rendersi conto come questa, che dovrebbe comprendere e curare, in realtà non è in grado di farlo, ma può solo escludere dalla società.

 

– La realizzazione

Nella ricostruzione, che è un’autentica indagine esplorativa, si può osservare il frutto della minuziosa ricerca di documentazione: dal degrado dei vari ambienti, agli oggetti che venivano effettivamente usati da medici e infermieri. Tutto per ricreare il contesto di ciò che è successo, compresa l’inclusione di alcuni tetri murales, che esistono veramente, e una colonna sonora, che non si limita ad accompagnare il giocatore, ma lo aiuta a calarsi nella storia di Renèe, sottolineandone gli stati emotivi.

Peccato che un progetto così interessante abbia faticato a trovare qualche finanziatore. I tentativi ci sono stati, ma le offerte sono arrivate un po’ in ritardo, forse perché gli ideatori erano giovani, mentre i possibili finanziatori appartengono ad un’età che non è addentro al modo dei videogames, forse perché poco esperti di marketing. Tuttavia sulla scia del successo mediatico le offerte di finanziamento a questa equipe, capitanata da Luca Dalcò, stanno arrivando ora.

 

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  1. Progetto Ustica

Anche questa è una storia vera e più vicina a noi nel tempo. Il gioco è una simulazione della sciagura aerea del 27 Giugno 1980, quando un DC 9 dell’Itavia è esploso in volo. I morti furono 81, nessun passeggero sopravvisse.

 

– L’argomento

L’idea è stata di Ivan Venturi, designer bolognese, che, pensandolo come strumento per attivare e mantenere vivo il ricordo, ha immaginato il giocatore come l’ottantaduesimo passeggero cui dice “Ti muovi dentro l’aereo, trovi degli oggetti, scopri degli indizi per sbloccare foto, documenti o abilitare telecamere fuori dal velivolo e nuovi punti di vista su quanto è accaduto”.

Per quanto Venturi e il suo gruppo sposino sostanzialmente la tesi del Politecnico di Torino, cioè che l’aereo sia stato abbattuto da un missile sparato da un aereo francese ed esploso lì vicino, in realtà non dice chi lo ha abbattuto, ma permette di rivivere i momenti che hanno preceduto la strage attraverso un punto di vista privilegiato: quello che sceglie il giocatore.

 

– Il gioco

Nel gioco è possibile scoprire il punto di osservazione degli aerei militari attivi nel cielo in quel momento, della torre radar o di un pescatore occasionalmente presente nella zona.

Si possono ascoltare le comunicazioni via radio dei piloti, dei militari e consultare le carte relative all’attività militare nel Tirreno negli anni ’80.

In questo modo è possibile costruirsi una convinzione totalmente personale sulla vicenda, certamente più interessante della lettura di un articolo, di un rapporto investigativo o di un documentario.

 

– Le fonti

Per realizzare questo progetto il team di sviluppo aveva bisogno di fonti cui attingere informazioni, queste sono state messe a disposizione dall’ “Associazione parenti delle vittime della strage di Ustica” che, tramite la presidentessa Daria Bonfietti, ha sostenuto il progetto ed ha fornito una serie di perizie fondamentali, nonché notizie tratte dai giornali dell’epoca, e dai resoconti delle istruttorie.

 

– L’obiettivo

Progetto Ustica è un “serious game”, cioè un prodotto che si trova a metà strada tra gioco, documentario e un’esperienza interattiva, tuttavia non a fine documentaristico, ma per la memoria.

“A rimarcare ancora di più il suo intento divulgativo e didattico, Progetto Ustica non verrà venduto, ma … distribuito gratuitamente a chiunque voglia utilizzarlo per fare opera di sensibilizzazione sull’argomento o per quelle scuole che decidessero di fare una lezione diversa dal solito”, dicono gli autori.

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