Google e il progetto “Vivi Internet, al meglio” per aiutare gli adulti a guidare i ragazzi sul web

Come si deve comportare un adolescente online per non avere problemi nella vita reale? A chi credere, che cos’è meglio non condividere? Google, insieme a Telefono azzurro e Altroconsumo, avvia l’iniziativa “Vivi Internet al meglio” per dare supporto a famiglie e insegnanti.

Il progetto ha l’obiettivo di aiutare i più giovani a vivere il web responsabilmente, attraverso semplici strumenti per apprendere i principi base dell’educazione digitale. Il progetto, in linea di continuità con le iniziative avviate negli anni scorsi da Google con Altroconsumo per formare le persone all’utilizzo del web in sicurezza, si propone di promuovere la cittadinanza digitale tra i giovani attraverso un percorso formativo rivolto ai ragazzi, alle famiglie e agli educatori.  “Vivi Internet, al meglio” mette al centro cinque tematiche di assoluta rilevanza: reputazione online, phishing e truffe, privacy e sicurezza, molestie e bullismo online, segnalazione di contenuti inappropriati.

L’educazione civica digitale è una delle grandi sfide della società contemporanea. Non basta più insegnare ai ragazzi come comportarsi nella vita reale, serve anche – forse di più – far capire loro come comportarsi in Internet. Un compito a cui spesso genitori e insegnanti sono impreparati, perché conoscono poco la realtà digitale, al contrario dei loro figli e alunni, che sono “nativi digitali”.

Ecco che in questa realtà Google si propone come supporto, con questo nuovo progetto. Le pagine realizzate da Google sono articolate in tre modalità: per i ragazzi, per i genitori e per gli insegnanti.

Per i più ragazzi, Google ha deciso di collaborare con cinque creator di YouTube, Cane Secco, Daniele Doesn’t Matter, Lea Cuccaroni, Muriel e ShantiLives per avvicinare gli adolescenti al mondo dell’educazione civica digitale. Cuore della collaborazione una serie di video in cui i Creator si sono calati nella vita di altrettanti ragazzi per un giorno per affrontarne i dilemmi e le sfide quotidiane quando si tratta di privacy e sicurezza e reputazione online. Leggendo i testi e guardando i video appare chiaro che le regole comuni di buon senso, che valgono nella vita reale, valgono altrettanto su Internet. Dov’è il problema nell’insegnarle ai ragazzi, allora? È che quando siamo online quasi tutti tendiamo a dimenticarcene. Il fatto che il web sia smaterializzato, che sia qualcosa di intangibile, dà l’illusione che i pericoli non siano pericoli veri, che si possa dire quello che si pensa senza filtri,che si possano oltrepassare quei limiti – e correre quei rischi – che mai vorremmo vivere in una situazione reale. Il guaio è che le cronache ci ricordano tutti i giorni che non è così. Che i pedofili su Internet lo sono anche nella vita reale, che un ragazzino bullizzato sui social network può davvero togliersi la vita (quella vera). Da qui le regole di Vivi Internet, al meglio. Banali, ma che leggendo e riflettendo così banali non sono: Condividi usando il buon senso, Impara a distinguere il vero dal falso, Custodisci le tue informazioni personali, Diffondi la gentilezza, Nel dubbio, parlane.


vivi internet al meglio
Per i genitori
, con la collaborazione e l’esperienza di Altroconsumo, sono disponibili contenuti strutturati nelle cinque aree del progetto. Grazie a quiz originali e immediati, disponibili nella sezione per i genitori del sito “Vivi Internet” i genitori possono mettere alla prova quanto conoscono le dinamiche per agire in sicurezza su Internet e eventualmente proteggere i propri figli, attraverso una serie di consigli guidati.

Per gli insegnanti, Google ha collaborato con Telefono Azzurro per creare un curriculum che li aiuti ad acquisire competenze fondamentali nelle cinque aree di contenuto alla base di “Vivi Internet, al meglio”. Grazie a role play ed esempi pratici i docenti potranno così introdurre anche in classe gli argomenti affrontati nel corso online. Ad esempio, potranno proporre ai ragazzi situazioni in cui “Imparare a distinguere il vero dal falso”, in cui gli studenti potranno collaborare per identificare se i siti web e le e-mail contengono segnali di un tentativo di phishing. La partecipazione al corso online, gratuito, sarà certificata da Telefono Azzurro in qualità di Ente di formazione riconosciuto dal MIUR con un attestato di frequenza.

Centro per la sicurezza di Google
Per tutti è inoltre disponibile in italiano il nuovo Centro per la sicurezza di Google su: g.co/centrosicurezza. Nel nuovo Centro per la sicurezza, Google ha aggiornato le risorse disponibili offrendo maggiori informazioni sugli strumenti in un unico sito dedicato a educare e responsabilizzare le persone su argomenti importanti come la sicurezza dei dati, i controlli sulla privacy e come navigare sicuri online.

Internet ha cambiato il nostro modo di vivere. È una finestra sempre aperta sul mondo, che ha portato con sé una straordinaria libertà di accesso alla conoscenza. Per non esserne travolti, però, occorre farne un uso corretto. Cyberbullismo, fake news, truffe e frodi online: sono solo alcune delle insidie della Rete. Soprattutto per i più giovani. È responsabilità di tutti noi fare in modo che i giovani abbiano gli strumenti necessari per far fronte a queste minacce e per fare di Internet un alleato della propria formazione e crescita – sottolinea il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti -. È importante che le scuole siano coinvolte, insieme alle famiglie, in questo percorso di consapevolezza. Il progetto “Vivi Internet, al meglio” ha il merito di offrire un percorso di formazione completo per fare dei ragazzi cittadini digitali responsabili e dei genitori e degli insegnanti attenti osservatori, in grado di riconoscere e intervenire nelle situazioni di pericolo”.

Chiarito che i ragazzi sanno usare Internet meglio degli adulti, ma che solo questi ultimi possono aiutarli ad affrontarne insidie e problemi, è il momento di smettere di trincerarsi dietro al “non lo conosco”. È il momento di cercare gli strumenti migliori per essere di supporto e attivarsi. L’iniziativa di Google è l’ennesimo campanello d’allarme, e un possibile aiuto per iniziare, non è l’unica soluzione percorribile, l’importante è non affidare i vostri figli al caso.

Commenta l'articolo con il tuo profilo Google Plus...