YouTube mette al bando gli ad blocker dal proprio sito

Stop da questo mese ai software per bloccare le inserzioni pubblicitarie. Chi li adopera rischia di essere escluso dalla piattaforma video a vita.

YouTube blocker

YouTube sta modificando i termini di servizio aggiungendo una particolare regolamentazione riguardante l’uso degli ad blocker sulla sua piattaforma. Dal 10 di questo mese gli utenti che utilizzeranno ad blocker o altri plug-in simili che permettono di non visualizzare le pubblicità su YouTube, rischieranno l’esclusione permanete dalla piattaforma video di Big G.

La causa è presto svelata leggendo i nuovi termini di servizio: “YouTube può interrompere l’accesso dell’utente o l’accesso al proprio account Google a tutti o parte dei servizi se YouTube ritiene, a sua esclusiva discrezione, che la fornitura del servizio all’utente non sia più praticabile dal punto di vista commerciale”. Anche se il riferimento non è diretto, sembra che la nuova regola si riferisca all’uso di software che bloccano i contenuti commerciali.

Ciò vuol dire che se YouTube riscontra l’utilizzo di un’estensione che impedisce la riproduzione degli annunci pubblicitari presenti nei video, potrà decidere di proibire l’accesso in maniera permanente a chi la adopera.

La scelta di applicare il pugno di ferro contro gli ad blocker ha l’obiettivo di tutelare i propri content creator che guadagnano grazie alle inserzioni presenti nel loro video che, se bloccate, non consentirebbero di guadagnare correttamente. D’altro canto, siccome i video sono infarciti di pubblicità, per molti utenti gli ad blocker sono l’unico sistema per fruire di contenuti senza continue interruzioni.

Le inserzioni pubblicitarie su YouTube, per la maggior parte, possono essere saltate dopo i primi 3 o 4 secondi ma nell’ultimo periodo stanno aumentando le inserzioni che devono essere visionate fino a 30 secondi.

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